sabato 14 ottobre 2017

Il mio addio

Anche se questa fosse l’ultima volta che scrivessi di te,
di te i miei pensieri sarebbero pieni.

A te che riemergi dalla memoria
nei miei più atroci incubi,
così felice, così come mai ti ho reso.
Mentre l’alba accompagna i miei sfuggenti sonni
Turbati, mentre tu accanto a lei riemergi
Dalle tenebre coccolato e soddisfatto ogni tuo più dolce
Desiderio, mentre queste mie lacrime salate
Solcano il mio volto, bruciano come il rimorso
Di averti perso, scavano come il rimpianto
Che sempre ci accompagnerà,
la cattiveria falsa come falso è il mio sarcasmo.
Resteranno queste le mie ultime parole
Come il tuo ultimo abbraccio
Come il nostro ultimo bacio
Così lontano e così vicino,
come la distanza che ci ha sempre uniti.
Resteranno le urla e le lacrime che ieri
Mi hanno ancora mostrato la profondità del mio amore
E della mia passata ipocrisia.
E di come abbia gettato al vento la mia vita
E di come abbia gettato al vento i miei sentimenti
Per una forza che non ho mai dimostrato di avere
No, non voglio parlare.
La tua immagine felice mi tormenta,
e come in un amore malato non vorrei neanche
parlassi, neanche dicessi quanto io abbia fallito.
Per una sola possibilità, l’ultima che ho già
Sprecato non so quante altre volte
L’ultima che stavolta mi meriterei
In ritardo come nella vita non sono stata mai
Mentre a luci soffuse la ami 
Come fino a ieri amavi me. 

giovedì 5 ottobre 2017

Vecchi ricordi e nuove illusioni

Mi tengo i ricordi, quelli belli,
quelli per cui la pelle trema ancora
quelli per cui la luna era gigante
e le stelle cadenti più imponenti.
Mi tengo i silenzi, quelli atroci,
quelli per cui la fame ci prendeva all'improvviso
fame di amarci e di strapparci l'anima
quelli per cui le notti erano infinite
e  le lacrime quasi una droga.
Li sto tenendo qui con me
spogliata da ogni paura, mentre
la vita scappa via da me
e domani sarà un altro giorno
un'altra vita
un altro sogno.
Mi tengo stretta a te
ancora per un minuto
a te che non sai che dire
a te che non sai che fare
di una ragazza che neanche
conosci,
e ti sta affidando tutta se stessa.
Se ne andrà come gli altri
nel rimpallo qualche pezzo di me
lo lascerà volar via
palla al centro si va avanti
avanti come se non fossi mai esistita.

domenica 24 settembre 2017

Opposites attract

Io proprio non sopporto le coppie ben assortite: non ci posso fare niente, ci ho provato a tollerarle, mi danno il voltastomaco. Nel prevedibile perbenismo che le costituisce, in cui tutti son così contenti per loro e loro sono così già tristemente accoppiati dopo circa 3 minuti netti, la noia subentra in tempi record. Vuoi le crisi del settimo anno? Arrivano prima. Perché? Perché quando la luna di miele emotiva finisce, quando si smette anche di litigare perché conosci già la risposta dell'altro, cosa vuoi trarre di nuovo? Ed ecco i nuovi stimoli cercati altrove, i tradimenti, questi stimoli sempre più giovani, più strani o più brutti (accade anche questo) o semplicemente diversi. Sì, diversi, e la risposta dell'abbandonato è sempre la stessa domanda: "cos'ha più di me?" Niente, era solo diverso. E non è colpa di nessuno. L'amore c'era, l'affetto c'era, ma avevate sbagliato tutto sin dall'inizio. Come fai a crescere se di fronte hai una copia conforme di te stesso? Sarò strana io. "È perfetto/a per te" potrebbe essere definita tranquillamente la parola "fine" di ogni matrimonio e la frase d'inizio di ogni pratica di divorzio. Ne sono convinta. Siamo una generazione di sclerati con le agende saturate dal nulla cosmico e ci accontentiamo di qualcosa che conosciamo. Errare è umano, perseverare... ci rovinerà. Il bello sta nello scoprire i punti in comune nelle diversità, la canzone adorata da un amante del Prog e una fanatica degli anni '80, per dire... bah, questa storia delle somiglianze mi ha proprio stancata. Prendi i punti cardine: fedeltà, famiglia, figli: quelli ci sono? Vai avanti, scopri, indaga, ma non nell'ovvietà, non nell'aver vissuto le stesse cose, ma proprio nel venire da posti diversi, da mondi totalmente opposti! Chi ha viaggiato, chi no, chi può trascinare l'altro, chi si scopre a trascinare. E in questo turbinio di nuove emozioni, in questo mondo nuovo che ti si apre di fronte e ti coinvolge, nel tuo opposto, così calmo o così esagitato, così romantico o così distaccato, così stabile o così emotivamente disastrato, allora, proprio nell'istante in cui non ti aspettavi, troverai te stesso. M.

...lista della spesa

Che ami arrivare in anticipo. Che ne sappia di musica precedente al '97. Che ami la buona cucina. Che sappia cucinare (non mandatorio, tanto ci penso io). Che apparecchi e sparecchi (ai piatti ci penso io). Che sopporti un continuo cantericcio della sottoscritta. Che ami la gente che dopo aver blaterato per ore dimentichi di cosa stesse blaterando. Che ami le serie tv ma non mi giudichi perché non guardo GoT (...sì, lo so, sacrilegio). Che sia dolce, ma non troppo. Che ami le sorprese, perché sono tremenda. Che abbia un'aria distinta, quel certo-non-so-che di Uomo vissuto, ma che mantenga quella certa ingenuità, integrità, non lo so. Che ami una scema capace di rovinare tutto in cinque minuti per inezie. Che ami me, per come sono. Insomma, datemi un Colin Firth nel primo "Bridget Jones" e non parliamone più!








domenica 3 settembre 2017

L'indipendenza

Dille che la ami anche se ami me. Liberami da noi. Era tutto quello che riuscivo a pensare.
La strada profumava della mia vita passata, il mio vestito lungo che mi faceva sentire dieci chili meno era troppo leggero per la brezza della sera.
Non mi guardavi. Solo il buio attorno.
Ricordo ancora bene la sensazione che se non fosse accaduto nulla me ne sarei pentita, così come se fosse accaduto.
Ricordo ancora bene la sensazione che qualcosa di mio fosse stato usurpato così come lo era stato qualcosa di te, mentre ci strappavamo l'anima di dosso.
Ricordo che piangevo e non te n'eri reso conto. Ciascuno di noi due era da un'altra parte, in qualche cantuccio dei nostri ricordi, ciascuno a modo suo.
Tutto era stato annullato. Mi chiamavi ancora amore. Ero di nuovo la tua dea.
Nulla aveva più importanza, coi vestiti andava via la rabbia, andava via il dolore della lontananza. Quando per la prima volta mi hai guardata sul serio, come non facevi più da anni che in quel momento mi sembravano secoli, sapevo che ti stavo dicendo addio. Mi sembrava di vederti al centro di una di quelle strade buie, illuminato da un'auto in lontananza, e con un sorriso che avrei riconosciuto fra mille anche nella notte più oscura, salutavi di malavoglia l'amore della tua vita, mentre io, senza più rimpianti, salutavo il mio.
Siamo rimasti in silenzio mentre la notte ci avvolgeva, e quel gelo estivo ci restituiva un po' di vita, mentre morti nell'anima che avevamo lasciato da qualche parte recuperavamo un po' di noi.
"Resta con me, anche se poi andrai via, fa' che sia.."
"Ho capito" - risposi recuperando la mia logica cinica me stessa.
"Avrei preferito..." - tentai di ribattere.
"Non ce la farai comunque, figurati io".
E tra quelle parole che nessun altro avrebbe compreso a parte noi, decidemmo che saremmo rimasti insieme finché non fossi andata via.
Rivedevo la scena di quella serie che amavo tanto, rivedevo in lui mille e mille eroi di un momento o di una vita, passarmi d'avanti, il fascino che non ha idea di possedere e le mille e mille possibilità di successo che aveva saputo sfruttare. A parte me.
Sarà un bell'uomo. Che mi creda o meno. Sarà un bell'uomo distinto, a 40-50 anni.
Me lo vedo già. Avrà una famiglia? Dei figli? Certo.
Un giorno capirà...

M.